In quasi 35 anni di pesca in apnea, praticata praticamente uscendo quasi solo da terra, ho avuto modo di imparare un importante teorema:
Le regole sull'interpretazione del mare riguardo ciò che può riservarci, son spesso confutabili!
Si ha la tendenza a voler tradurre in certezza ciò che può essere indicativo e questo è spesso facilmente smentibile; soltanto una cosa in realtà è certa, il mare è un mondo in cui i pesci sono liberi di circolare a proprio piacimento ed essi lo sfruttano nella sua interezza, disilludendo quelle che sono le certezze degli esseri umani che pretendono di saperne interpretare esattamente i comportamenti, cosa in realtà fattibile solo relativamente ma senza certezze assolute! ..allora, se impariamo a capire che questo può essere vero senza che vi siano regole fisse, le nostre possibilità di successo aumentano, perché alla nostra esperienza ed alle aspettative che condurranno il nostro modo di operare, si andrà ad aggiungere una positiva cautela comportamentale nel nostro atteggiamento predatorio.
Chi non ha mai osservato un gatto che esce di casa al crepuscolo?
...benchè padrone del territorio e cosciente del fatto che le prede ne siano al corrente, il gatto assume da subito un atteggiamento accorto e tattico, già da come si prepara a mettere il muso fuori dalla sua “tana”, come se egli per primo, metta in discussione la sua infallibile capacità predatoria in rapporto all'imprevedibilità e l'astuzia delle sue prede.
Nell'affrontare una battuta uscendo da terra, dovremmo sempre dimensionare il nostro equipaggiamento alle situazioni generali cui andremo incontro, ma i postulati che condurranno la nostra azione potranno essere diversi da soggetto a soggetto, poichè ogni apneista sviluppa caratteristiche, tecniche e approcci, sempre in parte personali e distinti.
Quello che però dovrebbe essere l'assioma del pescatore che esca da terra, è, come ci insegna il gatto su descritto, che il territorio di caccia e la possibilità di incontrare prede, inizia fin dal primo momento in cui entriamo in acqua!
Vi è un secondo assioma da non dimenticare mai, cioè che nulla in mare è più deleterio del baccano, sopratutto quando questo è innaturale per l'ambiente sommerso, a maggior ragione se segnala la minacciosa presenza dell'essere umano, ormai fin troppo identificato dalla fauna ittica per l'estrinseca pericolosità che per essa rappresenta.
A questo punto della lettura vi sarà già evidente dove io stia andando a parare, ma seguite il ragionamento e magari poi discutiamone propositivamente e renderemo più esaudiente l'argomentazione in favore di tutti noi.
La stragrande maggioranza dei PIA, non hanno nelle gambe e nei polmoni quote da capogiro, nemmeno, il primo sottocosta in genere offre particolari quote alle quali si possa operare, fatta eccezione per certe fasce costiere di qualche regione italiana, vien da sé che pescando sovente nei primi 12/15m per la maggior parte dell'immersione, fare il massimo silenzio sarebbe più che raccomandabile, a meno di giocarsi la stragrande maggioranza di possibilità di incontro di prede di rango, sempre le più attente e sfuggevoli davanti a sospette presenze e rumori.
Entrare in acqua in tali frangenti, appesi ad un chiassosissimo acquascooter, significa seminare il panico tra i pesci; significa strillare annunciando la propria presenza a tutta la fauna, ma ciò che è peggio, non è il rumore in sé stesso prodotto dal motore, è piuttosto, quella figura simile ad un Terminator, composta da esso e dall'uomo che vi sta appeso, un connubio terrificante come potrebbe essere per noi umani, un angelo della morte descritto nella Bibbia, che allo squillare delle trombe celesti arriva brandendo una spada infuocata in sella ad un cavallo alato che sbuffa fiamme dal naso! ..figura che procede peraltro ad una velocità immediatamente interpretata dai pesci come frenetico atteggiamento predatorio.
La trainetta o paperino, ignobile sistema di prelievo sviluppatosi in Sardegna ormai tanto tempo fa e poi esteso anche in altre aree nazionali, è un chiaro esempio di come il connubio uomo trascinato da un elemento a motore possa spaventare a morte il pesce, al di là del fatto che poi l'atteggiamento del sub sia onesto; sta di fatto che ho osservato talvolta come il motorino in questione, se lasciato acceso, giri in cerchio sopra il subacqueo immerso e sinceramente questo mi ha spesso dato da pensare.
Troppe volte ho notato come il passaggio di un acquascooter comprometta irrimediabilmente per ore, la presenza del pesce: ne passa uno ed io non vedo più una lisca per ore, per tutto il tratto di mare percorso da esso.
Mi son chiesto spesso quale sia l'esigenza di utilizzare l' AS in tali frangenti, considerata sopratutto la perniciosità della scelta, e sinceramente ho trovato una risposta alquanto complessa, che passa attraverso le carenze personali di chi ne è schiavo, vuoi in termini fisici e prestazionali, vuoi in termini di immaturità etica, rilevabile anche nel complesso discorso da me affrontato riguardo la deontologia del pescatore in apnea
viewtopic.php?f=26&t=11170&start=20l'assurdo è però, che se qui sta il problema, la peggior cosa è che quell'immaturità tecnica che porta a questa deleteria scelta per lo stesso utilizzatore, non verrà in questa maniera mai ovviata, non si migliora l'acquaticità; non si impara a far lavorare il fisico come sarebbe utile per un PIA; non si affina la tecnica di pesca; non si impara a “leggere” il mare e le situazioni, insomma non si migliora in nessun modo, accomodandosi in una passività dinamica che del predatore, non ha nulla!
Insomma, questo AS è inpratica soltanto un bidone?! No! Non è questo che intendo, giacché l'AS può diventare un ottimo alleato per il PIA che abbia determinate esigenze.
Come premesso, in certe aree costiere, vi possono essere profondità di tutto rispetto, possono esservi areali raggiugibili soltanto via mare e che richiederebbero ore di pinneggiamento per arrivarvi, vi possono essere situazioni in cui uscendo da terra si abbia la necessità di muoversi rapidamente (secche al largo o zone di corrente intensissima inaffrontabili a nuoto per ovvi motivi di sicurezza), insomma.. ci sono situazioni in cui l'acquascooter può essere determinante ed irrinunciabile.
Mi capita di incontrare AS in giro per mare, in diverse situazioni, tra queste, certe porzioni di scogliera dove io pesco nei primi 20 metri di profondità staccandomi dalla costa di pochissimo (decine di metri), parimenti, altri PIA capaci di pescare a quote ben più importanti, si muovono con l'aggeggio ausiliario, risparmiando tanta energia e restando in sicurezza, sempre abbastanza riposati per poter gestire i difficili e delicati tuffi profondi; in questi casi però, l'AS non diventa deleterio per la fauna, perché considerate le profondità e la conseguente distanza interposta tra il sub e il fondale, sortisce l'effetto di un natante pure poco rumoroso, non dimentichiamo anche che nella pesca alla traina, il pesce si lancia all'inseguimento non dell'esca trainata (che diviene bersaglio solo in un secondo momento) ma della scia prodotta dalla barca, che a certe distanze dalla superficie viene associata ad un banco di mangianza in movimento; se ne può dedurre che la rumorosità dei motori marini, spaventa la fauna in funzione delle quote e dei periodi, perché è ovvio che quando in estate centinaia di gitanti infestano il mare con i vari sistemi di prelievo (lenze, trappole e fucilotti coi quali sparano sulla minutaglia), il pesce associa il caos ad una situazione di disturbo e pericolo costante.
Posso affermare in pratica che vedo 2 tipi di acquascooteristi:
il primo è quello dei pescatori di livello che lo utilizzano per andare a cercare i pesci profondi o per spostarsi in posti in cui è bene non avventurarsi soltanto a forza di pinne, e questi non solo passano a debita distanza dagli altri sub rispettando la fascia costiera che non intendono battere, essi sfoggiano normalmente bei carnieri con prede di rango!
..vi è l'altro tipo di acquascooterista che è quello dei grandi casinisti da bassofondo, che anziché sviluppare la tecnica predatoria che ancora non li soddisfa, intendono soppiantare le proprie carenze con l'ausilio di qualsiasi cosa possa apparentemente dare un vantaggio; peccato che in questo caso la scelta rende risultati diametralmente opposti alle aspettative, non migliorano la tecnica, non imparano a capire le sitazioni, spaventano il pesce, non si allenano non migliorando l'aspetto fisico, fisiologico e di acquaticità, prendono sempre e solo polpi e lappane, e continueranno sempre a prendere soltanto polpi e lappane! ...ciò che è peggio è che rompono le scatole anche a tutti gli altri!
Quanto ho scritto, spero non sia preso eventualmente da qualcuno come un oltraggio personale, piuttosto invece, come oggetto di spunto per mettersi in discussione e rivedere il proprio atteggiamento e le proprie scelte onde migliorarsi e crescere come PIA. Ricordo anche che, meglio che spendere cifre a due o tre zeri per cercare di far meglio in acqua ottenendo invece risultati negativi, i soldi possono essere investiti in corsi teorici e pratici di apnea e pesca in apnea, risparmiando probabilmente qualcosina, allargando le proprie conoscenze e migliorando prestazioni e tecnica. a cui seguiranno risultati in pesca decisamente più appaganti; in seguito, l'utilizzo dell'AS può iniziare a diventare una cosa positiva ed assumere un ruolo diverso ed utile durante le proprie pescate.
Buon Mare a tutti!