Tutti abbiamo notato che in alcune occasioni le nostre apnee durano davvero poco e questo è dovuto spesso a come ci si presenta quando andiamo a pescare… e non c’è ma o se che tenga!!!
L’essere rilassato, stare calmo, vivere quel momento del tutto tranquillo, aiuta tantissimo i nostri tempi di immersione e sicuramente stress e ansia sono i veri nemici delle nostre apnee.
Ci sono tanti modi e tecniche di rilassamento: yoga, pranayama, musica e colori (katabasic). Personalmente ho provato con la musica; ebbene, sono riuscito ad aumentare i tempi delle mie apnee!
Sicuramente è importante anche essere allenati e vivere il mare con una certa costanza, poi possono intervenire altri fattori come un’ottima capacità polmonare perché si sa come allenarla, oppure essere padroni di una buona tecnica di respirazione, insomma tutti fattori importantissimi per la durata delle nostre apnee.
Il pranayama: arriva dall’estremo oriente dove gli antichi saggi che praticavano questa disciplina insieme ad altre come ad esempio lo yoga, dicono che il pranayama è la somma di tutte le energie presenti nell’universo e, sempre secondo i sommi, il prana è un energia presente in tutto quello che ci circonda, dall’aria al cibo all’acqua al sole al buio ecc. ecc.
Il prana penetra dappertutto persino dove l’aria non può arrivare, insomma il vero nutrimento per il nostro corpo e la nostra mente, una vera e propria energia da ricercare e da portare all’interno del nostro corpo, dandoci una vera sensazione di benessere rivitalizzando ogni parte del nostro organismo. Dire che il prana è solo una tecnica respiratoria è sicuramente riduttivo quanto sbagliato, se non addirittura da presuntuosi pensare di poter cogliere e capire tutte le implicazioni senza approfondire e studiare la cultura e la tecnica orientale dalla quale è stata creata. Il vero segreto sta nel saper catturare questa energia come se fossimo delle spugne, per poi distribuirla al corpo e alla mente.
I sommi dedicano molta attenzione anche al naso, organo molto importante che va curato; infatti viene considerato e paragonato quasi ad una antenna ricettiva a cui fanno sistematicamente la “doccia nasale” con il “lota”, una sorta di teiera con beccuccio conico dove periodicamente, utilizzando acqua calda o fredda con aggiunta di un cucchiaino da caffè di sale per ogni litro di acqua, fanno si che le narici siano sempre belle pulite e libere da muchi.
La tecnica per fare la doccia nasale è semplice; basta inclinare la testa, inserire il beccuccio nella narice più in alto fino a chiuderla ermeticamente ed immettere l’acqua che vedremo uscire subito dopo dall’altra narice. Iportante sarà avere la bocca aperta per tutta l’operazione, a prescindere se si respiri o meno e, una volta finito, sarà altrettanto importante asciugare le narici e le conche turbinate. Come??? Basta inclinarsi col busto in avanti ed espellere potentemente dalle narici aria; naturalmente questa operazione sarà da ripetere per alcune volte.
Lo yoga: tecnica importantissima basata sul rilassamento e sulla respirazione.
Attraverso una pratica quotidiana lo yoga si prende cura del nostro corpo/mente tramite il respiro che ci permetterà di ascoltare il nostro corpo dal profondo portando radicali cambiamenti al nostro stile di vita.
Ci sono diversi esercizi basilari per poter provare questa affascinante tecnica orientale e testare con mano gli effettivi benefici.
Altra cosa importante è allenarsi per riuscire ad esegiure la respirazione diaframmatica che, se fatta con i dovuti criteri e una buona tecnica, ci darà ottimi risultati sfruttando meglio la nostra capacità polmonare.L’argomento che sto trattando è molto vasto come sono svariate le tecniche di rilassamento, tanto da poter scrivere una vera e propria enciclopedia, ma vorrei non essere troppo prolisso ed annoiarvi col mio discorso.
Quello che voglio però dirvi è che rilassarsi con efficacia è abbastanza difficile; è una simbiosi corpo/mente. Occorre provare su se stessi diverse tecniche in base al proprio corpo ed alle proprie condizioni psicofisiche (ogni individuo è diverso); la stessa tecnica su due persone porta risultati diversi. Rilassarsi, quindi, significa adottare precise strategie per lottare psicologicamente contro le nostre abitudini mentali, le nostre ansie, le nostre preoccupazioni, i nostri problemi e, soprattutto, il nostro stress accumulato da casa, lavoro, famiglia.
L’orologio, ad esempio, personalmente l’ho usato ma, per il mio tipo di pesca, l’ho trovato inutile in quanto non tiro mai le apnee, come non sono mai arrivato alle contrazioni diaframmatiche, anche perché spesso pesco da solo e non mi piace neanche lontanamente l’idea di rischiare la vita per un pesce o per fare 3 minuti di apnea; non devo dimostrare niente a nessuno ed a mare ci vado per divertirmi e per togliere un po’ di stress da lavoro.
Questa tecnica trova utilità e riscontro positivo nell’individuo che pesca a certe quote e che ha apnee molto performanti. Può infatti capitare, ad esempio, di vedere un bel pesce a fine apnea e magari avvertire il “bip” che ci segnala che il nostro tempo è finito; meglio quindi risalire onde evitare brutti incidenti quali sincope o samba.
Insomma, lo scopo di tutti questi esercizi è quello di tenere la mente occupata e di non pensare al tempo che inesorabilmente e lentamente scorre, quindi occorre ingannarlo per poter cosi ottenere tempi di apnea davvero apprezzabili; bisogna lavorare con la testa e andare in acqua rilassati, saper staccare la spina da tutto quello che ci circonda perché l’importante, a mare, è non avere fretta!!!!
PS: ho menzionato solo alcune delle tecniche di rilassamento ma, se qualche utente ne ha provate altre che a parer suo funzionano e ne tratto benefici, saremo lieti di leggere anche il suo parere.
Buon mare a tutti….
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ci sono tantissime tecniche di rilassamento che possono guidarci nel raggiungimento del giusto stato mentale, ma come dici... tutto parte dalla propria mente 

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. ),il coglionauta di turno o che sò io una medusa...


