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in cui emerge il fatto che non trovo soluzioni buone per tutto, poiché al variare di sistemi propulsivi, qualità, massa e materiale costruttivo delle armi, eccetera... varia la resa anche di uno stesso elastico!
Espongo adesso, delle mie impressioni sugli elastici in senso oggettivo, trascendendo dalle dotte nozioni disposte sul web dagli esperti di balistica, da me apprese parzialmente e con fatica e che non riesco a riferire nelle mie esperienze per trarne giovamento; anche perché quando si comincia a parlare di moduli elastici, legge di Hooke, durezza Shore, resilienza, ciclo di isteresi, eccetera... il discorso sfugge alla portata di chi, come me, non ha la cultura scientifica per fruire di questi complessi concetti in maniera omogenea e complementare, perchè chiarisca la visione di insieme. Si aggiunga, che tanta scienza è inoltre elusa in una certa misura dagli agenti ambientali (mai costanti) che caratterizzano l'utilizzo degli arbalete e degli elastici che li “caratterizzano”!
Vi sono elastici ambra, coestrusi, neri o colorati e in mezzo a tanta propaganda non si sa più quali preferire...
come scegliere?
Sappiamo che gli elastici differiscono tra loro, per sezione, qualità e livello di purezza del lattice, formule e lavorazioni delle mescole, esprimendo di conseguenza peculiarità di spinta differenti; a parità di sezione sopratutto nelle varie "mescole", sono gli addittivi a determinare oltre al colore del prodotto... le caratteristiche di:
- estensibilità;
- resistenza all'allungamento;
- resistenza all'invecchiamento;
- velocità di ritorno dallo stato di carica a quello di riposo;
- progressività del comportamento in caricamento e in rilascio (sparo);
- capacità di conservazione del carico... rimanendo a lungo senza sparare;
... E' sopratutto in questa ultima "fase" che a mio parere, si può meglio valutare la qualità e il prezzo di un ottimo elastico!
Tanti anni fa, i primi arbalettisti incalliti del Mare Nostrum, usavano acquistare gli elastici, per poi conservarli ad “asciugare”... Cosa si intenda effettivamente con questo “asciugare”, non ho certezza; ho invece un'altra certezza (sperimentata):
Prendiamo un cordone elastico di quelli che oggi vanno per la maggiore e facciamone alcuni spezzoni; uno lo utilizziamo da subito e conserviamo gli altri.
... L'elastico ambra, è di norma tra i più puri e meno addittivati (quanto meno è ciò che affermano gli addetti ai lavori); man mano che il tempo passa, utilizzando lo spezzone stagionato, potremo osservare che rispetto a quello utilizzato da subito all'atto dell'acquisto...
1. l'elastico sarà diventato più duro da caricare;
2. il comportamento risulterà più “esplosivo”;
3. il rinculo aumenterà;
4. aste più rigide verranno spinte con più vigore;
5. aste leggere renderanno male (rallentamento precoce e/o imprecisione nel tiro);
6. fucili leggeri prima equilibrati, potranno improvvisamente risultare ingestibili.
Cosa sarà accaduto?!
... Esattamente quello che si evince! L'elastico avrà perso quella preponderanza dinamica votata alla progressività, per diventare tendenzialmente più esplosivo, ossia... l'energia di carico, che prima veniva spesa in maniera più “pastosa” e regolare dai nostri muscoli, per poi venir restituita con un tiro "gentile" e accompagnato, risulterà adesso aumentata di pochi ma faticosi kg in più... facendoci raggiungere anche a minor percentuale di stiramento, un picco di carico superiore, così che l'energia, sarà restituita in una corsa più breve e violenta (in virtù dell'aumentato picco di carico in kg); a ciò seguiranno tutta una serie di problemi di rinculo e di sbandieramento eccessivo delle aste sottili e/o leggere, stravolgendone la resa balistica “ottimale”, inducendoci equivocamente a pensare che l'elastico abbia perso efficienza.
Quanto più un elastico è duro da caricare, tanto più dovremmo pensare sia capace di sparare forte; in realtà non è sempre così!
Vi sono 2 estremi "comportamentali" delle mescole di latex per arbalete, detti convenzionalmente.. “progressivo” e “reattivo”, ma a questi si sovrappongono rendimenti intermedi che possono relativamente propendere in direzioni opposte:
... Gli ambra son progressivi e più estensibili mentre i neri fortemente reattivi e meno estensibili?
... Vediamo...
Lasciatemi definire impropriamente, col termine "curva di spinta"... la restituzione di energia nel ciclo di scarico...
Premettendo che sugli altrui dotti studi, non ho mai compreso se vi sia una chiave di interpretazione sperimentale che quantifichi la differenza di rendimento, nella "curva di spinta", tra elastici progressivi ed esplosivi, e nelle varie sovrapposizioni... la mia impressione è che a contrazione elastica conclusa, questa determini di fatto, differenze, talvolta importanti, sulla reattività specifica dell'asta in base alle sue caratteristiche di peso, lunghezza, portanza, rigidità, e forme idrodinamiche, e sempre in relazione appunto alla capacità dell'arma di garantirle stabilità a seconda dei volumi, delle masse, della rigidità, degli attriti in gioco, e del bilanciamento; ecco allora che aste non abbastanza rigide e di massa non adeguata a sopportare violente accelerazioni improvvise, non consentono un ottimale utilizzo di elastici “reattivi” e che preferirei definire “esplosivi”.
Ho spesso osservato come anche un elastico montato da tempo, nella sua fase iniziale del tiro, rende rispetto all'origine una aumentata resistenza ad allungamento e un più un esplosivo rilascio della forza immagazzinata; è' facile quindi osservare come un elastico che si fatica a caricare perché diventato più "legnoso", ci avrà anche messi nella condizione di non saperne più sfruttare le potenzialità rispetto a quando “da giovane”... offriva prestazioni più lineari; vuoi perchè questa "curva di spinta" è cambiata, vuoi per il banale motivo che lo sforzo di armamento, con l'aumentato picco di carico a parità di tensionamento... probabilmente ci avrà portati a non essere più in grado di caricare alle tacche/perni più lontani; avremo dunque un elastico che comprato come “progressivo” sarà diventato appunto... “esplosivo”, restituendo rendimenti diversi.
Sarei curioso di leggere... di studi e sperimentazioni che trattino eventuali variazioni dei rendimenti dinamici in questo senso, nonchè osservazioni sulla differenza tra elastici di pari categoria e reattività e percentuali di stiramento differenti.
Al di là delle colorazioni, tutte le mescole subiscono delle addittivazioni varie, atte a far esprimere rendimenti specifici, bisogna allora considerare che se è vero che un elastico quanto più è “naturale” tanto meglio esprime le sue caratteristiche di elasticità, quindi di allungamento percentuale e progressività, queste nel tempo subiscono modificazioni; per contro... quanto più un elastico è scientemente additivato, tanto più stabili e lineari saranno conservate nel tempo le sue caratteristiche iniziali.
Personalmente "non so" quanti e quali addittivi si adottino... con quali finalità, immagino però che quanto più ricercata e studiata possa essere una mescola, tanto più particolareggiati saranno i processi produttivi, nonché più alti gli investimenti e i prezzi conseguenti applicati al prodotto; quindi un ottimo (altamente efficiente, lineare e durevole nel tempo e nelle prestazioni) elastico, sebbene nel gretto gioco del mercato, la possibilità finanziaria e la scontistica ottenibile su massicci quantitativi di prodotto forniti, può comportare buone riduzioni dei prezzi... non può, in genere, costare quattro soldi; quindi, pur nella alta qualità, acquistato a distanza di tempo, uno stesso prodotto può risultare differente nel rendimento rispetto all'origine, poiché di 10 km di cordone in latex ne rivendo...
- oggi 3, freschissimi di produzione;
- domani 3, freschi;
- dopodomani 2, "maturi";
- gli ultimi 2 saranno stagionati ed esplosivi.... rivelando un comportamento che non ci risulterà quello abituale alle nostre ragioni di acquisto.
Si aggiunga a quanto sopra, che in uno stesso cordone di elastico, si possono avere differenze (minime) di sezione che partono da un capo per finire all'altro, ma anche differenze di percentuali di addittivi o variazioni nella qualità del lattice (parliamo sempre di un prodotto naturale estratto" dalla Hevea Brasiliensis) tra una produzione e l'altra anche di una stessa "formula".
… Pertanto, ritengo personalmente che Molto difficilmente compriamo 2 volte un prodotto identico nelle prestazioni!
Mi son fatto l'idea, che ciò che distingue un ottimo elastico da un altro, stia anche nella capacità di resistere all'invecchiamento (snervature, deterioramenti, rotture) senza perdere le capacità di ritorno, spinta e restituzione efficiente dell'energia, magari talvolta semplicemente modificandole secondo il discorso appena visto, passando cioè da un comportamento dinamico ad un altro.
Spesso, elastici, apparentemente di grande rendimento, si mostrano poco capaci di conservare il carico dopo un certo tot di tempo che non si spara, e spesso invecchiano molto precocemente, arrivando anche a snervarsi; questo se ho capito, è dovuto per la maggiore, ad un poco attento uso di leganti molecolari e addittivi stabilizzanti.
Ho peraltro potuto osservare come certi altri prodotti interamente colorati, neri o con coestrusione a percentuali proporzionate delle mescole, arrivino a “crollare” prestazionalmente se si tende ad allungarli a percentuali da elastico ambra di fresca produzione; ma non sempre è così!
Comunque credo di poter affermare che oggi, esistano prodotti di grande qualità, ambra o no, che vanno incontro alle esigenze di tutti.
Elastici costosi... neri o comunque non ambra, esprimono solitamente (ma non sempre) migliori capacità di conservazione del carico nel tempo. In genere questi elastici si rivelano più costanti, col tempo, nelle prestazioni, a prescindere da quando li compriamo... cioè variano meno le proprie caratteristiche nel tempo, dalla data di produzione.
... Penso in proposito, che al prezzo elevato di un prodotto, possa talvolta contribuire l'attenzione riposta da parte del commercializzatore, nell'attento controllo, all'acquisto dal produttore, e nella conservazione che poi egli adotta (condizioni di trasporto, ambienti di conservazione e packaging), in funzione degli agenti esterni, nonchè nella periodicità, quindi anche nella limitazione delle quantità... nelle partite d'acquisto.
Oggi, a tutti i livelli si tende a dichiarare valori di estensibilità consigliata prossima al 400%, ma a mio personalissimo parere, la capacità di resa di un elastico va vista specificamente nella sua “curva di spinta”, dipendentemente all'asta di riferimento.
... Non è quanto lunga o breve essa sia e nemmeno dove sia posto in un grafico cartesiano, il massimo picco di carico ottenibile, ma come questo possa trasferire tutta l'energia e la velocità possibile al dardo, che deve essere idoneo ad assorbirla e conservarla con la massima limitazione di dispersioni primarie ed accessorie.
...Formulando:
La resa massima di un elastico è relativa alla capacità limite dell'asta di tramutarla in efficienza inerziale.
Nel vincolo fisico che l'elastico altro non può fare che restituire un carico in kg determinato dalla nostra capacità di sforzo di armamento... l'altro grossolano errore ostativo che attualmente si riscontra nel trovare il giusto prodotto, è la pretesa di ottenere prestazioni superiori o equivalenti a quelle di elastici di generoso diametro... da gomme di minore sezione, nell'esoso tentativo di ovviare ai nostri limiti muscolari, con un lavoro protratto di pochi centimetri in più di corsa elastica (impartibile poichè più facile da tendere a fattori molto lunghi), su aste che fanno fatica ad essere spinte da questi, a fattori tradizionali; ma se è vero che un elastico, quanto più vien teso (senza superarne lo "snervamento"), tanto più rapidamente si contrae, è altrettanto vero che in tal senso aumenta la sua perdita di carico, ne consegue allora una difficoltà per la forza residua fruibile a dover vincere quanto più fulmineamente la resistenza statica dell'asta, comportando un rallentamento nella fase di accelerazione iniziale, buttando alla spazzatura i centimetri di corsa elastica totale guadagnati e l'ipotetica velocità aumentata che un elastico stirato a maggiori percentuali dovrebbe restituire... disilludendo il teorico vantaggio sperato!
... Ordunque per quanto mi riguarda... L'elastico deve garantire la massima e quanto più costante efficienza dell'asta, anche stando a lungo senza premere il grilletto!
Resta il fatto, che usando un elastico più sottile e stirato a maggior percentuale, producendo su aste leggere una modalità di eiezione più gentile, scongiurando eventuali deviazioni della direttrice del tiro conseguenti ad impennamenti delle armi leggere, gli attriti dell'asta sull'acqua saranno più controllati, offrendo un tiro più preciso e la piacevole impressione che risulti più teso; ma la lunghezza del tiro, come la velocità finale della freccia, finchè il singolo pescatore è capace a gestire l'arma coi rinculi e le varie dispersioni, conseguono al rapporto equilibrato tra velocità impressa/caratteristiche della stessa.
Sta a noi e all'arma utilizzata riuscire a gestire la maggior spinta applicata, possibile; quindi, a meno di una difficoltà individuale nel gestire le "botte" di elastici grossi e forti... gli unici giovamenti oggettivamente (non dipendenti da terzi fenomeni) ottenibili con l'utilizzo di un elastico sottile "esasperato" in luogo di un altro di maggiore sezione, sono un migliorato brandeggio e la riduzione del rinculo; quindi la scelta non è errata, semplicemente... è fuorviante in funzione della massima potenza ottenibile quando la si possa gestire con un maggior picco di carico massimo, più costante nel tempo, quindi nelle prestazioni.
Il resto per quanto ho sperimentato... sono favole!
Personalmente... dovendo preparare un elastico per le mie armi, la prassi è quella intanto di valutare con coscienza se questa consenta incrementi propulsivi eventualmente desiderati, ed il punto di partenza è sempre l'asta utilizzata; in termini di peso sopratutto e rapporto diametro/lunghezza - la "Formula dell'Equilibrio dell'Arbalete" mi viene sempre incontro in questo senso - a questo punto posso stabilire il range di forza propulsiva (i kg di spinta applicabili) a grandi linee consigliato.
Su monoelastici, utilizzo elastici di sezione sottile, sopratutto con le piccole armi,
... ma anche quando le priorità diventano la maneggevolezza e la facilità di armamento,
... sempre in tal senso elastici da 17/18, cominciano ad essere in grado di spingere aste più "serie" e sono al limite alto delle possibilità di equilibrio di armi di serie tradizionali...
che mal sopportano frustate troppo forti disperdendone la resa e causando grandi imprecisioni nel tiro.
In favore alla potenza, la velocità e la massima resa nel tiro utile, preferisco quasi sempre la sezione maggiore opzionabile, poichè la resa di un elastico più sottile, piaccia o no... sarà sempre e comunque inferiore, e qui le differenze non sono mai di poco conto, soprattutto in acque fresche (che causano una dispersione maggiore di calore e quindi di energia residua disponibile).
Coi pluri-elastico, preferisco comunque sezioni maggiormente inferiori possibile e a basse percentuali di allungamento (max 320/330%), per motivi di rinculo e dissipazioni conseguenti più controllate...
ma anche perché più elastici anche sottili possono essere tranquillamente caricati a fattori normali (tanto che di solito non arrivo alle ultime 2 pinnette se non in eventi di pesca particolari, tenendomi quindi in range massimi del 300%), conservando bene il carico, disponendo quindi di forza sufficiente e costante per spingere alla grande l'asta e rendendo l'arma molto più gestibile e precisa; nonchè favorendo tantissimo il brandeggio e la maneggevolezza; di norma comunque (a meno di situazioni specifiche su armi particolari) lascio perdere assolutamente elastici inferiori ai 16 mm di sezione, poiché perdono il carico in maniera drasticamente significativa!
Spesso chi commercializza elastici, ci racconta delle percentuali di allungamento consigliate... e qui stanno le barzellette propagandistiche:
I più, su una stessa mescola, tendono a consigliare fattori di allungamento proporzionalmente maggiori inversamente al diametro elastico, cioè consigliano magari l'estensione di un 14 al 380% , per arrivare ad un 320% di un 19!
…ma riferendoci a sperimentazioni di laboratorio sul carico elastico e la conservazione dello stesso nel tempo... è rimostrato che il discorso è esattamente inverso! ... Cioè: quanto più grosso è l'elastico, tanto più sarà capace di reggere e conservare il carico nel tempo, limitando le dispersioni; inoltre elastici sottili tesi a percentuali esagerate snerveranno rapidamente.
Palese quindi il tentativo di molti marchi di eludere gli “illusi” della teoria dello “sforza poco e ottieni tanto” e farli fessi e contenti
vendendogli periodicamente kilometri di elastico in più!!… ecco un altro indicatore dell'affidabilità di un "venditore di elastici":
un'azienda seria indicherà i fattori a cui gli elastici proposti potranno rendere bene e senza vistose perdite di carico, vedendole aumentare in proporzione al diametro e non ai sogni utopistici del cliente bersaglio!
Al limite... potrebbero dichiarare l'intero range percentuale di stiramento in base alla mescola, senza considerare le perdite di carico; sarebbe abbastanza onesto.
Oggi troviamo anche, dei prodotti "mirabolanti"! ... dalle prestazioni da diametri immediatamente superiori, ..in parte è vero, in parte è una gabbola! Nel senso che per motivi di rapporti diametro esterno/foro interno in realtà hanno materiale in più rispetto ad un elastico di ipotetico pari diametro, o chissà che...!
A volte risultano utili ma è personalissimo, perchè richiedono uno sforzo di carico comunque proporzionale alla resa, il vantaggio principale è nel brandeggio...
anche perchè superelastici che rendano come misure "nominalmente" superiori, richiedono lo stesso sforzo per dover essere cairicati, ma hanno maggiore perdita del carico nel tempo che restano armati..
Per capirci... ritengo meglio sfruttare il migliore connubio estensibilità-picco di carico, tenendo presente anche che se non trazionati troppo gli elastici ultraestensibili, peraltro ottimissimi, venduti (sotto salse ambra o con sottilissimi vestitini superficiali variamente colorati) da tante marche... spesso a prezzi davvero invitanti, in realtà rendono molto bene anche a normali percentuali di stiramento perdendo meno carico.
Sempre in merito alle pubblicità "ingannevoli", anche i valori di conservazione del carico dichiarati da molte aziende non possono essere presi a riferimento di nulla, poichè le prove vengono fatte al dinamometro in ambiente controllato e costante, non in pesca e magari a contatto con acque fredde; inoltre dichiarano la tenuta di carico ad una certa percentuale di stiramento sempre inferiore a quella massima possibile dichiarata. Aggiungo in merito, che elastici venduti come superestensibilissimi, ho idea che siano spesso gli stessi di altra linea di prodotto e/o marchio... ma semplicemente di recentissima produzione, quindi freschi e “malleabili”!
I neri, oggi sono elastici assai evoluti e prestanti, rispetto al passato!
Su sezioni da 19mm, per i miei gusti... le mie esigenze, trovo siano il top insieme a qualche prodotto ambra di alto costo commerciale (di fatto a volte i prezzi si equivalgono).
... I neri sono assolutamente i più costanti nel tempo come caratteristiche di sforzo di carico e resa elastica (per lo meno quelli che uso io), sono sopratutto quelli che durano di più senza riservare mai fratturazioni improvvise o defaiances nemmeno minime, anche stando in trazione di carica per lungo tempo; d'inverno poi conservano sempre meglio il carico rispetto a prodotti ambra.
...Ma le cose più importanti a cui badare quando si acquista un elastico, è che non sia vecchio, e che non sia la versione dai costi esosi di un elastico analogo alla metà del prezzo!
... Già lo scorso anno montai sui fucili del mio compare: un elastico ambra da 19, con leggera coestrusione rossa che è andato a soppiantarne un altro con coestrusione vinaccia; poi. un altro coestruso verde. sul fucile più lungo, che ha soppiantato sempre un vinaccia... Morale della storia:
Tutti elastici parecchio efficienti, con basse perdite di carico (in acque "temperate") ... credo di poter affermare con buone probabilità di far centro, che si trattava sempre della stessa mescola della Primeline, che tra l'altro avevo già sperimentato in versione ambra senza coestrusione!
Parliamo spesso del prodotto offerto da questa o quella marca, in verità però, tutti i marchi si forniscono dagli stessi produttori, accade quindi che un prodotto venduto da una marca sia praticamente uguale a quello del concorrente, mentre le differenze di rendimento, son spesso dovute ad altri fattori.
...Ebbene quindi! ... Quattro marchi diversi (tutti italiani)... stesso (o comunque dalle caratteristiche praticamente identiche) prodotto... quattro prezzi molto differenti:
... Il verde (prezzo di lancio) pagato 13 Euri al metro; il rosso 19, il vinaccia 23 e l'ambra 29!
Abbiamo cura degli elastici!
A cominciare da quando li leghiamo, dovremmo scegliere cordini in dyneema più lisci possibile e magari cerati,
onde evitare di lesionarli, nel serraggio abradendo ed incidendo la superficie elastica nel punto in cui si esegue il nodo parlato.
Vanno sempre lavati dopo l'uso... al più presto! ... avendo cura di soffermarsi attentamente sui punti di legatura e/o dentro le eventuali boccole “ad avvitare”
e nei fori di passaggio dei circolari; come in tutto ciò che è organico infatti vi si possono sviluppare molti "agenti" deterioranti che ne compromettono l'integrità molecolare.
Vanno lasciati il meno possibile esposti inutilmente al sole! ... anche in gommone, luogo in cui sarebbe sempre consigliabile tenerli coperti dal sole e dal surriscaldamento che penso possa comportarne perniciose alterazioni.
... Questo vale sopratutto per gli elastici ambra... ma non solo!
Prendersi cura degli elastici, significa scongiurare invecchiamenti e indesiderate alterazioni precoci, consevandone più a lungo le caratteristiche determinate dalla mescola e dal fattore di carico scelto; a riguardo sottolineo di non avere mai avuto una rottura di un elastico, in tutta la mia carriera di pescasportivo.
Concludendo:
A mio parere, l'elastico migliore... è quello che riusciamo a caricare per tutta la pescata; che regge bene il carico; che tutela le caratteristiche dell'arma; sopratutto poi... senza pretendere di far camminare un camion col motore di una vespa... quello che meglio ci aiuta a fare centro!.
Le produzioni cicliche, ho impressione che non ci permettano (a parte prodotti particolarmente elaborati quindi normalmente... neri o colorati) di avere sempre lo stesso prodotto; tanto che qualche produttore "cambia" soltanto perchè non reperisce più quel "materiale", o magari perchè il fornitore comincia ad offrire anche ad altri la stessa mescola!















