Eudi 2011 – Poche le novità
Ciao a tutti ragazzi; approfitto del post di Voltage per accodare un minimo di reportage da parte mia.
Sono appena tornato dall’Eudi di Bologna, dove sono stato con robbytecnico; devo dire che sono rimasto abbastanza sconcertato dalla scarsità di aziende che hanno esposto in questa manifestazione.
Mi aspettavo, infatti, di trovare un maggior numero di piccole aziende che, sebbene con uno stand piccolo, mettessero in mostra i loro prodotti e la loro qualità artigianale. Tra questi ho solamente visto Devoto che aveva dato un tavolo anche ad Alemanni e, raggruppate in un unico spazio neanche tanto grande, Top Sub, Giman, Sigal, e la blasonata C4.
Assenti tanti nomi a noi noti come Polo Sub, Totem, Merou, Le Roi Design, Tecnoblu, Best Hunter, Antolas, Picasso, ecc.
Questo la dice lunga sui costi esorbitanti che un’azienda deve sostenere per esporre in una fiera e sullo scarso ritorno che si ottiene da un simile investimento.
Le impressioni positive emerse dalla mattinata trascorsa nei pochi stand a noi interessanti, sono pervenute dagli stand Omer, Seac e Devoto.
OMER
Interessantissimi, a mio avviso, i nuovi fucili della serie Cayman E.T. costituiti da un fusto in alluminio direttamente sagomato ad osso di seppia che integra un guida–contieni asta (copiato da fucili americani) molto innovativo per il mercato mediterraneo. E’ intuitivo comprendere che, in fase di tiro, questa caratteristica permette di avere una traiettoria dell’asta molto più precisa, eliminando la necessità di bloccare l’asta in testata aperta tramite il giro con monofilo.
Eccovi alcune foto di dettaglio.
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Infine, ho avuto il piacere di conoscere di persona Marco Bardi con il quale siamo riusciti a scattare questa foto.
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SEAC
Unica caratteristica interessante che ho rilevato e sulla fattura delle nuove mute in cui ho potuto apprezzare la bordatura o-ring delle varie aperture. Anche internamente la bordatura rimane a filo del neoprene senza la presenza di “scalini” la cui pressione segnerebbe per alcune ore il nostro volto.
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DEVOTO
Oltre alle solite attrezzature di acciaio, più o meno specializzate anche per i grandi pelagici, Gianfranco Donati ci ha presentato le nuove pale in fibra di carbonio (per le foto andate sul suo sito).
Queste sono state realizzate con spessore differenziato e l’impressione “a secco” nel piegarle è stata molto positiva; danno proprio la sensazione di distribuire e restituire l’elasticità del carbonio su tutta la superficie e non solo in punta o nella parte media. Inoltre, il costo di queste è molto competitivo e sono piuttosto convinto dell’ottimo rapporto qualità/prezzo; bisognerebbe provarle in mare ed ottenere da lì un resoconto più completo.
Spero di avervi interessato con queste poche righe.

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