La perdita estetica che subisce un attrezzo in carbonio nell'utilizzo subacqueo è spesso notevole; capita spesso di non riuscire a vendere o trovare difficoltà ad acquistare un ottimo "pezzo" perché appare oltremodo logoro e poco gradevole da vedere, nonostante la realtà sia che le strutture in carbonio sono in genere altamente resistenti e durature al di là del loro aspetto troppo usurato, che comunque non preclude mai le grandi caratteristiche meccaniche offerte da queste realizzazioni.
Sperando di rendere un bel servizio al forum e a tutti coloro che ne usufruiranno positivamente, vi mostro passo per passo come ho "rinnovato" un Mr Carbon 94 di un amico, che ha acquistato ad appena 200€!
Prezzo basso, date le pessime condizioni che presentava, pareva infatti ci fosse passato sopra un treno, presentava dei solchi addirittura sulla scatola di sparo e sulla testatina (fatte in titanio); ho il rimpianto di non aver fatto fotogafie prima del "restauro" per rendere meglio l'idea del risultato raggiunto.
Naturalmente il procedimento è presumibilmente applicabile su qualsiasi altra struttura in fibra composita.Innanzitutto ho smontato: scatola di sparo, sgancia sagola e mulinello.
Ho eliminato la gran parte delle ammaccature su tutte le parti metalliche (anche in testata) tramite lucidatura (alquanto laboriosa sul titanio) usando un mini trapano tipo Dremel, comunque un paio di solchi che in partenza erano davvero troppo profondi non son arrivato a recuperarli, onde non voler assottigliare troppo gli spessori.
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Quindi son passato al fusto:
Ho provveduto a rimuovere con carta vetrata grana 240, lo strato di resina superficiale..
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..bisogna badare bene ad eliminare tutte le macchie di resina "cotta" che il fusto presenta,
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..il consiglio che mi sento di dare a chi non avesse dimestichezza con certe cose, è quello di non cambiare in continuazione la carta vetrata mentre questa si impasta e perde abrasività, ma di passare diffusamente per tutto il fusto già da subito, in maniera che l'aggressività della carta vetro sia maggiore e omogenea all'inizio, per poi proseguire mentre questa perde "aggressività"; quindi, effettuare dei movimenti circolari per non creare dei graffi unidirezionali che renderebbero meno omogeneo lo "scrostamento" ed aumenterebbero la difficoltà nel recupero dei graffi, con le grane (più sottili) da utilizzare in seguito.
Ripulito quindi il primo strato di resina, man mano che i solchi da usura cominciano a sparire, passiamo appunto ad una grana più sottile...
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...per arrivare ad una 800/1000, con la quale ho personalmente ho rifinito, carteggiando a bagnato,
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per riuscire eliminare in tempo reale la polvere residua di lavorazione.
Per non esagerare sul consumo della superficie del fusto, consiglio di evitare di voler ovviare ai più piccoli e profondi "puntini" che possono vedersi tra le trame, poiché a parte la fatica che comporta, equivarrebbe a dover consumare leggerissimamente anche un pochino di fibra, senza comunque ottenere un soddisfacente risultato che sarebbe tra l'altro inutile e superfluo.
A questo punto, ho lasciato il fucile in immersione nella vasca da bagno, per alcune ore, lasciando emergere soltanto una piccola parte anteriore prima, e posteriore dopo, questo per valutare eventuali assorbimenti di acqua; la verifica la si fa dopo averlo rapidamente asciugato con un phon, per poi valutarne il peso su una bilancia elettronica (che corrispondeva a quello iniziale) e confermare lasciandolo al sole, infatti le infiltrazioni d'acqua si rivelano.. con una trasudazione dal fusto, cosa che non è assolutamente avvenuta.
Dopo aver pulito e sgrassato il fusto quindi, ho proceduto con lo stendervi una prima mano di resina.
Una volta polimerizzata la resina, ...
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....son passato alla seconda fase:
Ho ripreso la carta vetro (nel mio caso una spaziata da grana 400 .....) e cominciato a spianare le irregolarità prodotte dal primo strato..
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.....bisogna arrivare ad eliminare quelle ondine visibili in foto ed ottenere un risultato quanto più omogeneo possibile.
A questo punto ho resinato di nuovo.
Stavolta sarebbe meglio, per mantenere uno strato di resina infinitesimale riuscire a depositare un film quanto più sottile possibile, per farlo occorre diluire la resina, in maniera da renderla più fluida e "stirabile"...
Mi sono informato personalmente da fonti certe (esperti di cantieristica nautica) e mi hanno spiegato che la resina si diluisce o con prodotti specifici ma il suo solvente d'elezione è in realtà l'alcol etilico denaturato, possibilmente al 94% ma se avete quello al 90% usatelo pure come ho fatto io!Ho quindi diluito la resina al 40% di alcol e ho "stirato" alla grande, forse 1ml totale di soluzione resinosa, per tutto il fucile, creando uno strato veramente esiguo.
Prima della completa polimerizzazione, ho provveduto a tamponare con un panno in poliestere la superficie troppo lucente della resinatura, onde opacizzarla leggermente, poiché ritengo che la brillantezza sia assolutamente deleteria in fase di pesca!
Se il fusto non presenta assorbimenti d'acqua dopo la prima fase di lavorazione, si può usare al posto della resina, una finitura poliuretanica bicomponente; personalmente, ho utilizzato la resina perché già l'avevo!
Prima di cimentarmi in questa avventura che avevo in progetto già da mesi (non l'ho fatto prima per questioni di clima), chiesi informazioni a Marco Bonfanti tramite e-mail sulla fattibilità dell'operazione, il quale mi rispose che era..
si! ..possibile! ma il risultato sarebbe dipeso dalla capacità di chi la avesse eseguito; penso comunque che la bontà del ripristino sarà verificabile al 100% solo sul campo di battaglia, dopo un certo tot di utilizzo dell'arma!
A seguire, alcune foto, anche (per render meglio l'idea del risultato) a fianco del mio Mr Iron 104 nuovo di 6 mesi:
Buon lavoro!
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