Nella gamma dei fucili oleopneumati canna 13 mm, si è aggiunto il nuovo modello della Cressi nominato Saetta.
Forse per un richiamo alla loro storia, ma ben ci sta !
Matenendo un'inclinazione del calcio differente da tutti gli altri marchi in commercio, la Cressi ha sviluppato il mitico SL, con migliorie molto più funzionali.
La cosa più riuscita è la linea di tiro, spostando ancora di più la canna verso la parte alta del serbatoio, in maniera d'avere sott'occhio l'asta e modificato di conseguenza la forma dell'impugnatura.
Di segutio, vi do le mie opinioni personali dal momento in cui ne sto modificando uno per montarlo sottovuoto.
Fucile che si presenta bene come look e funzionalità.
Anche l'aspetto economico è da considerare ottimo, l'ho pagato 120,00 € on-line.
Nella busta di confezione di consegna, ci si trova:
un manuale sull'utilizzo
l'asta da 8 mm in acciaio zincato
il carichino sagomato per inserirlo all'interno del manico e la pompa ricarica.
L'asta lascia molto a desiderare, prossima all'ossidazione totale, con uno scorrisagola di dimensioni esagerate, che obbliga una rondella di fine corsa pesante e spessa.
Ma parliamo del fucile.
Finalmente un fucile ben sviluppato, linea di tiro rivista molto simile all'Airbalete della Omer,
angolazione dell'impugnatura ottimale,
grilletto sempre in plastica ma ben figurato,
perno grilletto da 2 mm ma con una molletta molto dura,
valvola di ricarica come passo di filettatura e lunghezza uguale a quelle Seac o Mares,
dente d'aggancio lungo tipo Seac, Omer o Mares,
blocchetto variatore allegerito e ben centrato,
canna con fori di travaso in orizzontale e non in verticale.
Il manico al suo interno è ben voluminoso, l'unica pecca che il perno scorre sulla sede ricavata nel materiale plastico e non su un grano in acciaio.
Questo potrebbe essere un punto critico d'usura, tale da rendere irreparabile l'eventuale gioco se non con la sostituzione dello stesso, ma staremo a vedere.
Comoda comunque la presa con i guanti, sempre che rientri nelle caratteristiche volute dal sub utilizzatore.
Infatti c'è chi preferisce un'inclinazione del tipo Mares, dimensioni più grosse tipo Salvimar o altro in commercio.
La molletta è troppo dura, pertanto premere il grilletto, comporta un'applicazione di una forza che potrebbe incidere sulla precisione dello sparo.
Il dente d'aggancio finalmente è quello "lungo".
Andrebbe però lucidato, perché si presenta non rifinito dalla fusione, con notevole rugosità sulla superfice.
Ho verificato il dente d'aggacio, quasi identico al mares, omer o seac.
Le misure sono le stesse come spessore, punto asse molletta, punto perno fulcro e punto di sgancio pistone.
La differenza sta nel fatto che è più lungo di 1 mm verso il pistone e tocca nell'asola della canna che è arrotondato.
Se lo si volesse sostituire qunidi, occorre squadrare l'asola della canna o ridurre con un disco abrasivo il mm in più della lunghezza del dente mares.
Non reputo però necessaria la sostituizone, perché l'originale si presta benissimo.
Il perno del sistema di sgancio, è da 2 mm.
Misura vicina all'1,5 mm dei migliori sistemi, ma irrisoria se accompagnata da una molla di ritorno morbida.
I due fori di travaso sono effettuati lungo l'asse della canna e proprio all'altezza del retro pistone.
Ottimo sviluppo, anche se in verticale altri 2 fori da 9 mm non farebbero male.
L'ogiva, è innovativa.
E' l'unico fucile che ha l'or di tenuta della canna montato esternamente (lavoro che io faccio già nei miei assemblati) è tenuto dal serraggio della testata.
Testata quindi che ha la base di diametro ridotto, in maniera da mantenere la misura esterna dell'or.
Infatti per montare un kit sottovuoto, non saprei se già in commercio specifico per il Saetta, lo si può con una modifica facilmente realizzabile al tornio.
Il pistone monta due or e la guarnizione a tazza.
E' molto meglio del modello SL perché non ha più l'anima in ferro che ossida, ma presenta un attrito eccessivo sulla canna.
Sempre per codolo con conicità "piccola" e anch'esso con la superfice troppo rugosa.
Di questo particolare, resto convinto che necessita la sostituzione con un mitico Mares, modificato con l'abolizione della parte cilindrica del retro conicità aggancio, per un caricamento più "elastico".
Modifica di cui spesso si è parlato.
In fase di smontaggio, come nel vecchio SL, non c'è il rischio di fare danno per la canna che ruota all'interno, perché il perno del dente d'aggancio ne evita il movimento.
La valvola di ricarica ha passo e lunghezza uguale a Mares o Seac, tranne la chiave da utlizzare per lo smontaggio che risulta meno spessa.
Tirando le somme, reputo questo fucile un buon canna 13 mm.
Rispetto al Mares, l'unico con cui lo si può paragonare sotto l'aspetto tecnico, necessita comunque rivedere il pistone e la molletta del grilletto.
Basterebbero questi due particolari a migliorarne di molto le prestazioni.
Cosa che ho già fatto e risolto il problema "durezza", in maniera ottima.
Pertanto, la scelta tra un Mares ed un Cressi, ricade esclusivamente sul tipo d'impugnatura voluta, inclinata o meno e linea di tiro.
In entrambi, l'acquisto di una buona asta e mulinello, resta obbligata.

















